Visualizzazione post con etichetta cose di felicità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cose di felicità. Mostra tutti i post

lunedì 6 febbraio 2012

è nato!









il mio ebook è nato per davvero.
lo scarichi qui, sul sito di Barabba, gratis.


questo dovrebbe essere il luogo e il momento giusto per ringraziare, festeggiare, condividere l'emozione. e invece mi succede che ho solo una domanda in testa e sento che è giunto il tempo di trovarle una risposta.
metto in stand-by champagne e fuochi d'artificio per un po': prima La risposta, poi tutto il resto.

ma tanto io lo so che mi capite.

domenica 15 gennaio 2012

come un passero che non sa volare

- guarda che non serve, basta premere invio!
- sì, sì, lo so! non sono mica stupida, ho capito!
- e allora perché lo fai?
- perché mi sembra che arriva prima, così…
- ma mamma…
- sì, ho capito. non lo faccio più.

sono le otto e venti di mattina ed è il mio compleanno.
mia nonna è in camicia da notte, il vecchio nokia 3310 in mano.
mia madre è quasi pronta per uscire.
io non sono lì con loro ma, siccome sono un narratore onnisciente, vedo tutto e so anche cosa pensano mia madre e mia nonna.
- adesso vai?
- sì, mamma, adesso vado.
- dai che chiudo.
- sì…posso avere il tempo di mettermi la giacca?
- sì, ma vai.

mia madre esce, mia nonna chiude la porta - giro di chiave sopra, giro di chiave sotto.
poi guarda nuovamente il telefono -stavolta con gli occhiali da mosca- e scrive:
“auguroni di buon compleanno. beata te che ne hai pochi. segue lettera”.

poi va in cucina 
apre la portafinestra
         -  fuori fa meno tre
mia nonna è in camicia da notte
le gambe nude
i piedi nudi
va sul balcone
il cellulare tra le due mani
preme invio e
contemporaneamente
fa questo gesto

come di lanciare 

           un passero che non sa volare

come di spedire 
                            un piccione viaggiatore

come di spruzzare 

                                          acqua

       della piscina, acqua

                                         di mare

dal basso verso l’alto:

                 hop! 

                 hop!

                 hop!

tre volte 
per essere ben sicura
che il messaggio
sia partito
e arrivi
veloce
presto
ancora prima
da me.

mia mamma dalla strada la vede
scuote la testa
mia nonna si stizzisce
fa spallucce
dice 
col mento
“a me, mi sembra che arriva prima, così”.

poi 
chiude la finestra
si siede sulla sedia piccola rossa
si stropiccia gli occhi
e aspetta
che io le risponda.

mercoledì 9 novembre 2011

i punti delli situazioni


inaspettatamente, mi sono arrivate alcune copertine per il racconto che verrà esposto nella libreria dello Starbooks Coffee. dico “inaspettatamente” perché quando mi sono inventata la cosa del concorso non immaginavo che qualcuno ci si sarebbe davvero dedicato. ci speravo come quando da piccolo proponi a tutti i tuoi amici di fare un gioco, uno qualsiasi, ma dentro di te sai già che verrai snobbato alla grande. invece le cose sono andate diversamente.
per il momento mi sono arrivate quattro copertine e diverse idee senza immagini da parte di persone che non sanno disegnare. sulle copertine non mi pronuncio perché il concorso non si è ancora concluso, però posso dire che aprire gli allegati email è stato emozionante come scartare pacchetti natalizi anticipatamente.
le idee invece le riporto qui col copia-incolla, ché magari qualcuno ha voglia di metterle in immagini.

sabato 22 ottobre 2011

giovedì gnocchi, rane e barbapapà


giovedì, gnocchi.
e dall'altro ieri, per qualche settimana, pure un pezzetto di un mio racconto lungo sul blog di Barabba.
il racconto si intitola “Hanno ucciso barbapapà” o “Io per me vorrei essere una rana” (se clicchi sopra il titolo arrivi alla pagina dove puoi leggerlo) e diventerà un ebook gratuito della collana Barabba Elettrolibri.
ne avevo già parlato qui, perciò non sto a ripetermi sui limiti che ci vedo oggi, a distanza di tempo.
che poi ‘sta storia di fare la premessa in cui dico che il racconto è vecchio e che ora scrivo diversamente è un po’ un modo per pararmi il culo, dato che io, in quel blog, quello di Barabba intendo, in mezzo a tutta quella gente che sa scrivere, continuo a pensare di esserci capitata un po’ per sbaglio.
ma comunque.

mercoledì 6 luglio 2011

schegge di novità

tempo fa, attraverso la lettura di qualche blog o tumblr, scopro l’esistenza di uno spazio virtuale che mi piace tanto assai: barabba.
su questo blog fanno un sacco di cose interessanti e divertenti, tipo scegliere un tema e chiedere ai lettori di scriverci su dei racconti, che poi loro li pubblicano e, se ci hanno voglia, a volte ci fanno pure delle raccolte che diventano degli ebook o dei libri proprio di carta vera. la raccolta più fica, secondo me, è  “schegge di liberazione” e ha per tema la Resistenza.

venerdì 10 settembre 2010

rosso di-vino


oggi cercavo un vestito per andare a un matrimonio.
per gioco, in un grande magazzino, me ne sono provata uno da femmina che mai prima d’ora. era uno dei miei sogni da tantissimo tempo fare questa cosa,  provare dei vestiti di quelli che hai sempre visto solo nei film o in tv quando consegnano gli oscar.
era tutto rosso, lunghissimo, tutto che ondeggiava e nascondeva anche i piedi coi calzini a righe.
a entrarci, è stato come tuffarsi a candela nella panna montata o in piscina o nell’impasto per le meringhe. faceva un rumore soffice e silenzioso insieme, come  immergersi nell’acqua, ma anche in una palla di bambagia, credo.
ad averlo addosso mi sono sentita bella, anzi no, bellissima, mi sono sentita un pesciolino.
costava troppo e non l’ho comprato. non ho nemmeno un armadio in cui riporlo. e nemmeno il ferro da stiro, a dir la verità. né l’asse per stirare. ma insomma. il fatto è che non avrei occasioni per usarlo.
un mio amico, poco dopo, mi ha detto che avrei dovuto acquistarlo,  che lui, con un vestito così, ci uscirebbe anche a far la spesa (cioè, non penso dicesse letteralmente, credo volesse dire che se fosse una donna, con un vestito così, ecc ecc. almeno, credo. non mi sembra tipo da travestirsi, ma non si sa mai).
comunque io ci ho pensato e in effetti pure io vorrei uscirci, con quel vestito, e farci cose normali. tipo andare al supermercato o in bicicletta, pur sapendo che sarebbe impossibile anche solo salirci, ma a pensarci sarebbe un’immagine splendida, quella bolla di rosso sulla mia bici nera.
mi piacerebbe anche andare a dar da mangiare alle oche, tantissime e bianche, che ci sono sul canale.
ma sopra ogni cosa mi piacerebbe andare al parco, col sole o con la pioggia (ma meglio senza pioggia) e camminarci scalza e poi sdraiarmi, con tutto questo vestitopesce, e addormentarmi per un po’ e sognare di animali marini e di alghe e di parole collanine e di storie che si fanno negli abissi e di tutte queste cosine qui che piacciono a me.

mi sa che il mio amico ci ha ragione. 
mi sa che ci devo ripensare a questo vestito da femmina, a questo vestito da pescerosso. 
sì, mi sa che ci ho già ripensato :)

sabato 4 settembre 2010

sorprese

prima di andare in vacanza, con un pennarellone bianco ho disegnato dei pesciolini  e delle alghe sul vetro della finestra di casa mia, quella che dà sul giardinetto interno. adesso, mentre mangiavo un piatto di risotto, il sole filtrava da dietro gli alberi e illuminava la stanza, proiettando la sagoma di tutti i pescetti, di tutte le foglie e di tutte le piante acquatiche sul tavolo, creando un sorprendente effetto sottomarino in cui tutto era in movimento.
io, quando ho fatto quella cosa lì di disegnare i pesci, mica ci avevo pensato che sarebbe potuta venir fuori una cosa così bella.

venerdì 9 luglio 2010

giorno dopo giorno

stasera, parlando su skype con un mio amico che sta in mongolia, ho visto dalla webcam che là stava albeggiando. è stato come vedere un pezzettino del mio futuro: sapevo che quel sole era quello che sarebbe arrivato qui dopo qualche ora, che il mio domani era in lievitazione e altrove già lo chiamavano oggi. ho pensato in un nanosecondo a tutte queste cose scontatissime e mi è presa un’ eccitazione da arrivo di babbo natale o da primo appuntamento, una cosa che mi sembrava che avrei dovuto farmi bella per l’occasione.
lo so anche io che la terra gira e che il sole sorge a oriente e tramonta ad occidente, li ho visti anche io i documentari di piero angela e un pochino le ho studiate queste cose da scienziati anche se prendevo sempre cinque.
però davvero, vedere in diretta il giorno che si fa a migliaia di chilometri da casa tua è come sbirciare nel forno i muffin che si gonfiano, è una cosa da brividini sulla testa e risatina inevitabile.
almeno, per me.


martedì 22 giugno 2010

ranocchie

io, se mi metto la maglietta verde di kermit la rana, inevitabilmente sorrido. magari anche solo di dentro, ma sorrido. oggi sono di maglietta ranocchiosa e verdolina, oggi sono di sorriso piccolo nascosto.