mercoledì 21 settembre 2016

Eredità

a mio padre

prendi la vita in ischerzo
seriamente ridine
fai lo stesso con la morte
non prenderti mai sul serio
insegui ciò che desideri
abbi coraggio
superati
rispetta la montagna gli insetti il mare
rispetta il lavoro altrui
sorridi spesso
ringrazia sempre
aspetta l’alba
cammina per il gusto di camminare
cammina per sfogarti
cammina se ti sei perso
fuma se ti piace
prenditi un gatto
difendi i più deboli
non nasconderti nel gruppo
non tacere nell’ingiustizia
se ami
non scrivere messaggi, chiama
se puoi
non chiamare, vai
paga le tasse
chiedi la fattura
ascolta senza fare supposizioni
taci quando serve
studia la geografia
cucina il ragù
cucina per gli altri
manda le canzoni a memoria
cantale in macchina
cantale ai concerti
cantale ai tuoi figli prima di dormire
guarda i documentari
non dimenticare le tue origini
cura la punteggiatura
compra solo quello che ti serve
dona senza che si sappia
ricomincia da zero.

venerdì 26 agosto 2016

la tua voce scolora

IX.


a ottobre, novembre sempre
la voce tua scolora
anche prima
non mi ricordo bene il suono
- le tue labbra
i nei
i tuoi ricci neri 
quelli sì -
tutto vedo, sento
ma la voce, quella
scolora
fonde
con altre voci
 cugine
mi fa sbagliare
dubitare
di me
del mio amare te.


quando tornerai, i bambini grideranno
- gridano sempre al tuo ritorno
ci sarà chiasso
il sole il caldo
le galline
il mio cuore impazzito
mitraglierà il cielo
-una grandinata di colpi


tu prendimi il viso
tra le mani
non dire niente
poi dici
“sono tornato”
io chiudo gli occhi


parlami in silenzio
entrami dentro

ri-conosciamoci


martedì 9 agosto 2016

Se sapessi scrivere ti scriverei una poesia d’amore


VIII.

se sapessi scrivere ti scriverei una poesia d’amore
ma scrivere non so, perciò penso
non ti scrivo
non ti scrivo cose
che non devono stare nelle poesie d’amore.


i soldi non bastano
- non si parla di soldi nelle poesie, lo so
ma questa non è una poesia -l’ho già detto
i soldi non bastano
i permessi non arrivano
e io non so come fare a portarvi qui
ed è tutto un affannarmi
una coda
al consolato
l’ambasciata
i controlli
le impronte digitali
tutto difficile da capire
(mi porto sempre dietro un vecchio
qualcuno che parli la lingua).


amore, presto ritorno
ho preso un biglietto 
- da cascina gobba col bus
poi non ho capito
ma ti prometto che arrivo (c’è un tale di ouarzazate che già è tornato
mi farà da guida lui)


quando ti dicevo che volevo invecchiare con te
non pensavo che con te avrei passato solo la vecchiaia
(e ancora: chissà se almeno quella
la passeremo insieme):
io te e i bambini
ormai chi sono io per loro
per te?
(meglio che non ci pensi).


l’altra notte ho sognato dei cani
che vi leccavano il viso
e non restava più niente 
- né gli occhi, né il naso, né la bocca
e io non vi riconoscevo
e voi non mi vedevate
ma eravate felici lo stesso
ridevate e
giocavate coi cani senza di me.


***

Ispirata al film My name is Adil, così potente da farmi tornare la voglia di scrivere.

mercoledì 3 agosto 2016

Hafid lo zoppo è arrivato all’imbrunire

VII.

Hafid lo zoppo è arrivato all’imbrunire
i bambini a corrergli incontro, 
- lo sporco della faccia
rigato dal sudore
le urla.
E’  arrivato su un carretto di zucchine
aveva borsoni e valige
regali
e vestiti per Aicha
le scarpe da ginnastica
il pallone per Mahmoud
aveva i pennarelli
i jeans
gli occhiali per la nonna
-la nonna ha pianto.


Hafid è tornato all’imbrunire
con una specie di sasso
dice: “Si chiama conchiglia
se ascolti dentro
ci senti il mare.
Abbiamo ascoltato dentro
e c’era la voce del mare
c’erano i pesci
c’eran le navi
c’erano i gamberi i pescicane
c’erano i morti
-non portarmi una conchiglia quando torni, amore, no.


C’è fermento nell’aia
hanno ammazzato il capretto
i bambini ballano
“E papà quando torna?”
mi chiede Zineb
“Presto - dico- presto, inshallah”.
Dico “presto” e sorrido
mento
so di mentire
mento?
non so più niente
torna
io dico
torna presto
e lo dico a me stessa
lo prego e lo spero
torna.
non ho voglia adesso di festeggiare.

***

Ispirata al film My name is Adil, così potente da farmi tornare la voglia di scrivere.

domenica 31 luglio 2016

Ho piantato i pomodori in una latta

VI.

ho piantato i pomodori in una latta
ho piantato un albicocco
la sera li annaffio e fingo
di non essere qui.
i miei coinquilini guardano la tv
fumano
bevono
a volte litigano
ancora bevono
io bagno le piante.
cinque uomini in una casa non è cosa.
cinque estranei
a dividersi l’affitto
le bollette
il riscaldamento
   il gabinetto
- a volte,  il letto.
cinque uomini a imparare
a cucinare
lavare
fare
cose di madri zie e sorelle
(servirebbe un manuale
un corso
di primo soccorso
prima di attraversare il mare).


in cortile rumore di piatti
caldo
pianto di bambini
agosto.
mi stendo sul letto
chiudo gli occhi
penso a me e a te quel giorno
all’ombra del ciliegio
il falco a tagliare il cielo in cerchio
la tua mano sui miei occhi.
dormo.

***


Ispirata al film My name is Adil, così potente da farmi tornare la voglia di scrivere.



sabato 30 luglio 2016

Le tue parole pesanti


V.

Le tue parole pesanti
hanno spaccato il cielo, amore mio:
sono giunte con la fine dell’estate
e mi son piovute addosso di sorpresa, sull’aia
mentre lavavo le stoviglie accovacciata
Erano agnelli col terrore della lama
alberi possenti in attesa dello schianto:
come passeri caduti le ho raccolte
e benedette silenziosa
- una ad una
una ad una.


Amore mio, ti prego, ascoltami:
il tuo qui è lì, ora.
Rialzati, cammina e non voltarti:
il nostro posto è
accanto a te nel tuo domani.


Oggi guarda avanti
in quelle strade troppo strade
in quei rumori che non so.
Cammina sicuro, cercami, seguimi:
io sono
quella di giallo vestita
sono
quella che non molla la presa.
Io sono
nel letto troppo stretto
nella pentola che bolle
nel verbo da imparare.
Sono nei pochi alberi e nei bambini pochi
nei documenti da compilare
sono nei televisori
nella fila all’ufficio immigrazione.
Io sono nell’acqua del rubinetto
sono nell’ascensore
sono nel furgoncino
sono nei sette giorni a lavorare.
Io sono nella prima neve
nella pioggia e sotto l’ombrello
sono nel cinema all’aperto.
Io sono con te
e sorrido e danzo e
ti impollino di me.

***

Ispirata al film My name is Adil, così potente da farmi tornare la voglia di scrivere.

giovedì 28 luglio 2016

Indietro non si torna


IV.
Indietro non si torna
ma qui non è come credevamo, habibti
non è un qui come il nostro, questo
pieno di spazi nostri, vuoti.
Il nostro qui è terra rossa 
pietre sterpi poca ombra tanto sole;
è cicale, i merli la mattina, gatti magri
strade polverose disegnate
silenzio sopra intorno dentro
solo
scricchiolare
di piedi sopra i sassi
un belare
un abbaiare
il fruscicare delle foglie:
tutto tanto
immensamente tanto
tanto, tantissimo di poco.


Questo, di qui, invece, è un qui straripante
troppo abbondante, amore mio
un qui troppo pieno affollato senza vita
- villaggi senza terra senza piante senza bestie senza figli
qui è tutto macchine case supermercati strade
tantissime strade e luci
la sera, la notte, tutta la notte
luci rumori musica -brutta musica
la gente che passa
la gente che non mi guarda
le donne sole
le donne nude
i vecchi soli
il cibo tanto
il cibo tantissimo
tutto il cibo nella plastica
verdure nella plastica
la televisione
le regole
gli orari
il cielo piccolo
il rumore
questo rumore, habibti
tu non puoi sapere questo rumore.


qui è tanto tutto
tutto troppo forte
troppo veloce
troppo difficile capire
impossibile spiegare


habibti
pensarvi lì mi ammala
pensarvi qui mi uccide.

***

Ispirata al film My name is Adil, così potente da farmi tornare la voglia di scrivere.