martedì 1 marzo 2011

l'altro

qualche giorno fa ho letto una frase di Frida Kalho che dice “dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio”.
a raccontare, per me, è la stessa cosa. 
scrivo soprattutto di me non perché è più facile, ma semplicemente perché mi so. 
i personaggi di ciò che racconto esistono, sempre, ma non li so, non sono conoscibili.
l’altro è sperimentabile, è incontrabile, ma rimane –dolorosamente, a volte- Altro. e nella sua alterità sacra, l’ Altro non è raccontabile, non nel senso più profondo.
degli altri posso dire ciò che di loro mi attraversa, ma  l’altro, nel suo essere più autentico, io non lo saprò mai.
è impossibile per me dar vita a personaggi inesistenti. la creazione di un personaggio è attesa e osservazione di altri che si muovono in un altrove che non so indicare.
nelle storie “inventate” i personaggi sopraggiungono da dietro, te li ritrovi accanto senza accorgertene. quelli che arrivano da davanti sono sfida e ti mangiano il tempo e lo spazio e hanno occhi cattivi. 
bisogna stare in silenzio e avere orecchie fini, attente a ogni palpitio lieve, per provare a scrivere di altri, per provarsi nell’impossibile.

13 commenti:

  1. A proposito di scrivere, oggi ho letto una cosa e ho pensato subito a te. clicca qui per leggere l'articolo

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  2. ma grazie! è interessantissimo...

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  3. ma tu scrivi? dove si puo' leggere qualcosa di tuo (che non siano i commenti su youporn ;)) ?

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  4. prima rispondi a me:

    1) hai mai sentito parlare di ebook e kindle store?
    2) ti sei immaginata di essere al posto di quella ragazza? hai immaginato la svolta che potrebbe dare alla tua vita?
    3) cosa ti impedisce di fare quello che ha fatto lei?

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  5. non ti hanno insegnato che non si risponde a una domanda con un'altra domanda? :P
    comunque io sono signora e rispondo:
    1) conoscevo gli ebook ma non sapevo come funzionasse esattamente il sistema di pubblicazione sul web. dopo aver letto l'articolo che hai linkato, ho approfondito l'argomento e sono in fase di mumble mumble.
    2)ho immaginato, sì, ma io non ho per la testa nessun romanzo, quindi cosa potrei pubblicare?
    3) come spiegato al punto 2, manca la materia prima.

    però ripeto che sono in fase mumble mumble e quindi non accantono quello che ho scoperto, ma approfondirò, sicuramente.

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  6. >> conoscevo gli ebook

    Ma come, non eri tecnocappata? Come li hai scoperti?

    >> non sapevo come funzionasse esattamente il sistema di pubblicazione sul web.

    Spiegami secondo te come funziona il sistema di pubblicazione sul web.

    >> io non ho per la testa nessun romanzo

    Ok quindi questo secondo te è il problema che ti impedisce di fare quello che ha fatto lei. Interessante :)

    Continuo a farmi i cazzi tuoi: che cosa hai immaginato? Cascate di soldi? Viaggiare per il mondo? Lasciare un lavoro dimmerda che non ti soddisfa e che non ti gratifica come persona?


    >> non ti hanno insegnato che non si risponde a una domanda con un'altra domanda?

    Non hai ancora capito che io sono un maleducato?

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  7. Hai mai sentito questa citazione?

    La nostra vita è il risultato dei nostri pensieri (Marco Aurelio)

    Se tu pensi che il problema è che non hai per la testa nessun romanzo la tua vita sarà il risultato di questo pensiero.

    Se tu vuoi andare da punto A al punto B ma pensi che l'unico modo per farlo sia andando a piedi, non ti metterai a cercare se nelle vicinanze c'è la stazione del treno o degli autobus.

    Quando ti andrà rispondi alle mie domande.

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  8. notavo solo una punta di aggressività che non capisco e che un po' mi infastidisce, per questo non ho risposto.

    >>Ma come, non eri tecnocappata? Come li hai scoperti?

    sono tecnocappata ma non significa che non leggo: un minimo di conoscenza della rete, pur non essendo una nerd, ce l'ho. questo non vuol dire che acquisti ebook abitualmente. anzi, non l'ho mai fatto. inoltre, prima di leggere l'articolo che hai postato non sapevo come funzionasse la pubblicazione e la distribuzione, adesso mi sono fatta un'idea.

    >>Spiegami secondo te come funziona il sistema di pubblicazione sul web.
    prof, ma oggi non toccava a esposito essere interrogato? a quanto ho capito metti il testo in formato idoneo (tipo pdf), poi decidi se occuparti personalmente dell'impaginazione, della grafica e della distribuzione o se affidarti a un editore online (col risultato che ti entrerà ovviamente meno in cassa).


    >>Ok quindi questo secondo te è il problema che ti impedisce di fare quello che ha fatto lei. Interessante :)

    capisco il discorso che fai, però al momento io mi sento ancora in una fase di ricerca e di sperimentazione. potrei mettermi a scrivere qualcosa di più strutturato ma non risponderei a quelle che sono le mie esigenze attuali.
    se mi hai letta un po' avrai intuito che non mi interessa scodellare il piatto tutte le sere in tavola tantoper. la signorina amanda-o-come-si-chiama-non-ricordo ha fatto quello che ha fatto perché, suppongo, lo desiderava. io al momento desidero fare quello che sto facendo. la scoperta della pubblicazione di ebook è per me interessante potrebbe rivelarsi una possibilità un domani, non oggi.


    >>Continuo a farmi i cazzi tuoi: che cosa hai immaginato? Cascate di soldi? Viaggiare per il mondo? Lasciare un lavoro dimmerda che non ti soddisfa e che non ti gratifica come persona?

    ho semplicemente immaginato che sarebbe gratificante se qualcuno decidesse di comprare quello che scrivo, tutto qui. alle cascate di piccioli non ho proprio pensato (3500 visitatori in sette mesi, con una media di 20 accessi al giorno, non fanno i piccioli) e non ho pensato nemmeno a lasciare il mio lavoro che, per inciso, non considero un lavoro dimmerda ma uno strumento necessario allo sviluppo della mia parte creativa. lavoro in un ristorante non perché non sapessi che fare,ma perché era quello che desideravo fare: io volevo sperimentarmi nella ristorazione. se vuoi apriamo anche un capitolo sul perché abbia bisogno di fare un lavoro di questo tipo per scrivere ma non so a quanti possa interessare. poi sì, di certo non è il lavoro della mia vita, ma devo ancora scoprire quale sia, il lavoro della mia vita.

    io ho risposto. tu no.

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  9. >> notavo solo una punta di aggressività

    Quando hai scritto che l'articolo era interessantissimo ho pensato che forse avevamo qualcosa in comune e ho voluto saperne di più, probabilmente sono stato un po irruento, sorry :)

    >> se vuoi apriamo anche un capitolo sul perché abbia bisogno di fare un lavoro di questo tipo per scrivere ma non so a quanti possa interessare

    a me interessa

    >> io ho risposto. tu no.
    In un certo senso si, scrivo anche io :)

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  10. ok, chiariti sull'irruenza, nessun problema :)
    sii più esplicito: cosa abbiamo in comune? in che senso scrivi? che cosa scrivi? che fai?

    poi. prima lavoravo come educatrice: quello dell'educatore è lavoro di mani ma soprattutto di panza e di testa, tantissima testa. ho lavorato nel sociale circa...boh, dieci anni? gli ultimi tre in una comunità per minori. quello di educatrice è il lavoro per cui ho studiato ed è stata per me un'esperienza estremamente gratificante. poi però mi sono accorta che, nel tempo, la mia "vena creativa" si andava assottigliando: non ero in grado di tenere tutto insieme, i miei pensieri erano tutti di tipo educativo, anche fuori dal lavoro. avevo maturato interesse per la cucina, volevo frequentare un corso professionale serale ma i turni di comunità non me lo permettevano. perciò mi sono presa un anno di aspettativa e ho deciso di venire ad amsterdam (città in cui desideravo vivere da anni) e provare a entrare nel settore della ristorazione.
    ho scoperto che ho bisogno di questo tipo di lavoro -manuale, ripetitivo ma allo stesso tempo creativo- perché mi permette di conservare uno spazio per pensieri altri, senza inaridirmi (come magari un lavoro di uffico di poco concetto potrebbe fare). c'è qualcosa nella ripetizione dei gesti e dei movimenti che mi aiuta a concentrarmi meglio, non so spiegarti esattamente. è come se il ripetersi del ripetersi favorisse in me una sorta di "ipnosi" da cui scaturisce sempre qualcosa di fertile. ma non mi succede con tutto, succede con le cose che faccio comunque con una quota di dedizione e passione. se timbrassi semplicemente delle buste non penso accadrebbe lo stesso. però forse sì, chi lo sa.

    non ti scordare di rispondere alle mie, di domande :)

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  11. daje, contattami via mail, devo parlarti in privato. ma non per una proposta pop-porno ;)

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  12. >> ma non per una proposta porno ;)

    Allora non se ne fa niente :D

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