lunedì 3 gennaio 2011

finalmente

ci sono case come gusci di chiocciolina vuoti, che attendono solo di essere abitati.
essi giacciono sul fondo del mare, silenziosi.
un giorno, un’onda più forte delle altre arriva, ti raccoglie e ti spinge lontano.
tu non decidi niente. l’acqua segue percorsi imperscrutabili, inevitabili, inarrestabili: non ti resta che lasciarti trasportare dalla corrente assecondando quel movimento antico e Giusto.
quando ti fermi, capisci immediatamente dove ti trovi. questa è casa tua, è la tua casina, la riconosci: essa respira come te, piano, non ti mette fretta.
ti ci accomodi dentro a poco a poco, ma senza timidezza: è come riprendere a camminare dopo una malattia e nei tuoi movimenti c’è cautela, e spossatezza, anche.
è una di quelle case in cui entri e ti viene una gran voglia di mangiare e di dormire, ma una voglia forte, che non puoi sopprimere, una voglia come un urlo di amore sudato.

io sono arrivata.  sono nuovamente a casa.

finalmente
dormo.

4 commenti:

  1. il realtà non ho ancora capito se questa è una Casa. di sicuro è un posto in cui devo fermarmi per un po'. solo, mi piacerebbe sapere quanto.

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