giovedì 8 dicembre 2011

genti di desiderio #9 (a volte si stancano)

fosse che fosse che fossimo stati
ti avrei regalato parole 
personalizzate
per farci mondi sottomarini e intrastellari
da abitarci leggeri,
con regole che ci pareva a noi, misurate
[tipo, che si sarebbero potuti mangiare i biscotti a letto
-se le briciole non ci avessero infastidito troppo-
oppure no, niente biscotti, 
se le briciole ci prudevano 
insopportabilmente la schiena -
insomma, proprio un’anarchia fatta e finita].

fosse che fosse che fossimo stati
non la continuo neanche 
perché è una poesia di congiuntivi condizionali
quindi di cose immaginarie
perché tu oltre che essere anarchico
sei cretino 
perché uno già alla promessa di mondi
sottomarini e intrastellari di parole
dovrebbe fermarsi 
gettare l’ancora 
le fondamenta
e, minimamente,
erigere un monumento di oro massiccio e avorio
a quella creatura che neanche nei sogni,
adorarla più volte al giorno
concedersi a lei sessualmente senza posa
renderle grazie con cioccolata fondente alle nocciole del piemonte
e, last but not least,
farla ridere da perdere i sensi.

ma tu invece no.

cretino.

4 commenti:

  1. io avrei ceduto subito, solo a sentire di un piccolo mondo sottomarino. così, per dire, eh.

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  2. io, alle parole personalizzate.

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  3. @gap: a te, col mondo sottomarino, ti ci mangiano a colazione in un boccone. ma a me pure, sai. tonti che siamo...!
    @lofarò: grazie, grazie (inchino) :)

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